Cosplayers in Italia
Solo da alcuni anni anche nel Belpaese si può parlare di fenomeno cosplay, precisamente da quando nella fiera principale di animazione e fumetto d’Italia ovvero “Lucca Comics”iniziavano, timide, apparizioni di ragazzi vestiti come gli eroi del momento- nella fattispecie Dragonball e Sailormoon; di lì il passo, com’era prevedibile, è stato breve ed è progredito di pari passo con il boom dei manga e gli anime nel nostro Paese. Negli anni sono molto migliorate le qualità tecniche dei costumi, in principio un po’ scadenti, grazie anche al diffondersi di notizie e foto di cosplayers internazionali e alla voglia di perfezionare quello che da semplice hobby ha assunto i caratteri di una vera e propria passione. Ora fortunatamente il cosplay non è più ghettizzato solo all’interno della fiera di Lucca, che sebbene a livello numerico di presenze resti imbattibile o perlomeno imbattuta, nel frattempo ha ridotto le due edizioni di marzo e novembre a una sola, ma nuove e importanti realtà fieristiche, fiutate le potenzialità del fenomeno cosplay, si prodigano nell’allestimento di valide competizioni a tema e talvolta in agevolazioni per coloro che si presentano in cosplay, perché non solo fanno colore all’interno della manifestazione, ma sono sempre più di richiamo per curiosi e appassionati. Tra queste lo scettro spetta per ora alle ben note Comiconvention-Quark Hotel che si svolge l’ultimo week end settembrino a Milano, riscuotendo sempre maggiori consensi e adesioni, e alla fiera “Romics” che invece si tiene nella capitale a metà ottobre;ma ci sono altre realtà in crescita come ad esempio il “TorinoComics”a fine aprile nel capoluogo piemontese e nuove probabilmente ne verranno. Talvolta sono gli stessi proprietari di noti negozi japan related a prendere l’iniziativa di organizzate dei cosplay contest, com’è accaduto nel settembre del 2001 a Bologna presso la fumetteria Fat’s dream o nel marzo 2003 in concomitanza con l’inaugurazione del nuovo negozio di Yamato shop; iniziative entrambe coronate di successo che ci auguriamo vengano imitate e-o ripetute. In Italia infatti il concetto di cosplay spesso è abbinato a quello di gara, ed è esattamente durante le competizioni che i partecipanti inscenano interpretazioni-solitamente parodie farsesche, ma anche canti e balli o quel che la fantasia suggerisce-, prima raffazzonate negli ultimi 5 minuti, ora sempre più spesso preparate evidentemente per tempo, che danno luogo a performance davvero esilaranti e suscitano l’entusiasmo del pubblico sempre più massicciamente presente
La scelta dei personaggi da noi è ancora molto varia sebbene sempre più inflazionata sia la presenza di videogiochi e di alcuni anime culto come One Piece, Angel Sanctuary e l’opera omnia della Yazawa, date le giovani generazioni che stanno subentrando. Reggono bene, a differenza che in Giappone, anche i vecchi classici, dalle maghette ai robottoni, perché in fondo chi ha iniziato a fare cosplay lo ha fatto per immedesimarsi con gli eroi che hanno costellato i giochi e i sogni della propria infanzia e sente più affini. Non va dimenticato infatti che in Italia la realtà dei cosplayers è molto variegata e abbraccia dai tredicenni, con un picco di età intorno ai ventanni fino, ai trentenni e poco oltre. Una menzione speciale va fatta a favore dei supereroi americani che, seppur sporadicamente, si intravedono tra uno stand e l’altro durante le varie conventions,e, perché no, ai non numericamente trascurabili estimatori del fantasy e dei role games sempre presenti, e , per completare il quadro, ultimamente incoraggiante è anche la presenza di eroi filmici e di protagonisti di telefilm ,anche d’annata. Ai primi cosplayers storici via via nuove leve si stanno velocemente aggiungendo, lo dimostra il buon numero di siti monotematici o personali che negli ultimi tempi fanno capolino in rete e questo non può farci che piacere e sperare che la passione per il cosplay cresca ulteriormente e ci regali altre sorprendenti emozioni e tanto divertimento.